Intervista a Giorgia Deidda
Buonasera a tutti e benvenuti di nuovo nel nostro salotto culturale de L’imago della parola. Ripartiamo oggi con un ciclo che vedrà quattro interviste nella pausa tra i due contest. Abbiamo il piacere di avere con noi l’autrice Giorgia Deidda.
Giorgia ha una mente molto particolare ed è dotata di una sensibilità fuori del comune, forse questo è uno dei motivi per cui scrive poesie e racconti dall'età adolescenziale. Parlaci un po' del tuo percorso di vita e artistico...
Ho iniziato il mio percorso artistico in tenera età, a 13 anni, dopo aver letto una poesia di Montale a scuola. Decisi che mi sarei recata dal mio libraio di fiducia e avrei comprato il tomo completo delle sue poesie che conservo ancora gelosamente. Leggevo avidamente già da piccola, qualsiasi cosa mi capitasse sotto tiro. Ma Montale fu l’aprirsi delle porte alla scrittura. Quando finii il libro cominciò in me la trasformazione; avevo qualcosa da dire e da raccontare, ero la pietra strozzata dall’acqua, la foglia incastrata. Mi liberai d’ogni impedimento e iniziai a comporre i miei primi versi.
Un autentico prodigio, complimenti! Qualche mese fa in un'altra intervista hai dichiarato "Scrivo perché mi sento viva in un corpo morto. Il mondo per me è un campo pieno di mine". Addentriamoci di più nelle peculiarità della tua scrittura, parlaci delle tue percezioni, delle tue sensazioni che ti spingono a scrivere e a creare storie...
Quando scrivo è essenziale essere in un luogo silenzioso. Non devo avere per forza ispirazione; scrivere è anche un lavoro. Ci si forza con la penna in mano e le immagini visionarie vengono da sé. In un mondo di brutture, le “mine” esplodono lasciando spazio a detriti che sono piccole parole lasciate al vento, che si muovono come più gli conviene. Io ne afferro una e la plasmo. Così inizia il processo di finitura completa del componimento; parole che viaggiano, uniformità, cesellatura dei versi.
E a proposito di versi, qual è il tuo rapporto con la poesia? La ritieni una forma efficace per esprimere la tua scrittura prevalentemente biografico-confessionale?...
Assolutamente sì. Mi ispiro molto a poetesse quali la Plath o la Rosselli e cercare di descrivere con più concretezza possibile le vicende umane e interiori è essenziale. È una cosa che mi viene assolutamente naturale. È efficace, completa. La poesia mi serve per tratteggiare i punti dispersi.
E veniamo ora ai tuoi progetti, so che hai pubblicato 4 sillogi e ne hai in progetto 2, oltre a un romanzo distopico, puoi descriverci le tue pubblicazioni e darci qualche anticipazione sulle opere in cantiere?...
Le mie sillogi sono essenzialmente il prolungamento dell’altra. Sono come un filo che scorre, come un corso d’acqua. Il progetto continua, sto scrivendo secondo uno schema preciso che richiede almeno due ore al giorno di seduta (anche con lo psicoterapeuta, che non fa mai male) e annessa scrittura, ispirata o no. Nel romanzo distopico ci spostiamo nel 3000 dove le cose sono state sostituite completamente dal mondo tecnologico. È una sorta di ispirazione alla 1984 o Fahrenheit 451.
Scrivere mette a nudo noi stessi, quasi come se condividessimo la nostra anima senza filtri. Esiste qualcosa che non riveleresti mai di te stessa ai tuoi lettori in una poesia o in una storia?
No, io metto a nudo tutto. Non sarei io se non mi svestissi dalla cera della società. Mi considererei falsa, a metà. Non vi sono filtri in ciò che scrivo. Anzi, c’è un completo aprirsi dentro, come una cucitura. Così sono esposta al vento e al dolore ma poco importa. Per amore della poesia, questo e altro.
L'eclettismo è il denominatore comune dei nostri ospiti e tu certo non fai eccezione, so che ami disegno e pittura, oltre che aver studiato recitazione per anni. Parlaci un po' di queste tue pratiche di condividere, esaltare e praticare l'arte.
Ho avuto nel corso degli anni diverse passioni oltre alla poesia. Tra queste vi sono la danza classica, praticata per 14 anni, la pittura (espressionista viennese principalmente), la recitazione e l’acting out. Ultimamente mi sto dedicando alla Slam Poetry, un tipo di recitazione poetica delle poesie proprie o altrui, in cui si è particolarmente esagitati. Magari si inizia con l’essere calmi per poi arrivare a un climax ascendente che coinvolge la gente in maniera forte. A volte qualcuno piange.
Molto interessante e coinvolgente. Recentemente hai partecipato, con ottimi risultati, ad un torneo poetico svoltosi nella tua regione che aveva come giurato d'eccezione lo scrittore Federico Moccia, raccontaci un po'...
È stata un’esperienza magnifica. Ho guadagnato il secondo posto. Pulsano è un bellissimo paese, con il mare accanto. Si respirava una bell’aria. Eravamo pochi partecipanti e ci siamo sfidati come in un torneo recitando ogni due persone una poesia. Io tremavo. Hanno dovuto mantenermi il microfono. Moccia ha saputo mostrare una sensibilità non indifferente verso la poesia in generale. Oltre che romanziere credo abbia un sopraffino talento anche verso il riconoscimento della scrittura poetica.
C'è un sogno che vorresti realizzare in campo artistico?...
Sì, non smettere mai di scrivere. Non perdere mai la scintilla.
Sono sicuro che non la perderai… grazie per essere stata con noi e un saluto a tutto il gruppo.


Complimentissimi Giorgia Deidda per i tuoi successi e per i tuoi progetti futuri che, sono certa, ti daranno le gratifiche che meriti,te lo auguro di vero cuore, del resto quando si mette tanta passione in ciò che si fa la ricompensa non può mancare sia in grande soddisfazione che anche economica...AUGURISSIMI
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