Intervista ad Alessia Tarantino
Buonasera a tutti, è un grande piacere intervistare Alessia Tarantino. Anche lei ci ha stupiti con la sua splendida lirica al contest Parole riflesse. Grazie per aver accettato l'invito nel nostro salotto culturale.
Grazie a Voi: sono onorata di questo invito.
Alessia, raccontaci un po' di te e del percorso che ti ha condotto a cimentarti nell'arte poetica...
Ho sempre avuto il pallino della lettura e della scrittura, da bambina scrivevo filastrocche, mentre, da adolescente ho pubblicato articoli su un giornale locale. Poi mi sono fermata, anche se per lavoro ho comunque a che fare con la nostra meravigliosa lingua. Solo un anno e mezzo fa, al culmine di un percorso di rinascita seguito a un periodo duro per vicende personali, mi è esplosa dentro la voglia di scrivere. All’inizio pensavo alla prosa, poi, un giorno, la poesia mi ha trovata e non mi ha più lasciata. Da allora, ho scritto 196 liriche. I primi tempi, quando dicevo che scrivevo solo da due o tre mesi, i colleghi rimanevano stupiti perché, secondo loro, sembrava scrivessi da una vita. Probabilmente la poesia era nascosta dentro di me, ci ha messo solo 46 anni a venire fuori!
Molti sono i riconoscimenti che hai ricevuto, oltre a creare entusiasmo e soddisfazione possono questi successi spingere a cambiare stile poetico e a sperimentare forme nuove?
Lo stile poetico cambia, si evolve, matura, come è naturale e giusto che sia. Tuttavia, credo che questo cambiamento debba venire da dentro, spontaneamente, senza essere influenzato dai riconoscimenti ricevuti, né tantomeno dalle mode del momento.
E vista l'abilità nel comporre versi, hai anche qualche scritto in prosa? Magari in qualche cassetto...
In realtà no. Ho scritto due o tre racconti brevi per un concorso, ma, per quanto siano scritti bene, sento di non riuscire a incanalare e trasmettere emozioni come con la poesia.
Scrivere, soprattutto in poesia, è mettere a nudo la propria anima, sei d'accordo? C'è qualcosa di te che non riveleresti mai anche in forma artistica?
Direi che non sono solo d’accordo, di più! Scrivere poesia è mostrare se stessi al mondo senza nessun tipo di filtro… non è facile, tant’è che all’inizio pubblicavo solo sotto pseudonimo e tantomeno avrei mai pensato di metterci la faccia, come si suol dire. Quando, aprendo il profilo su Instagram, ho visto quante persone si dedicano alla poesia e hanno il coraggio e forse anche il bisogno di condividere con altri quello che hanno dentro, sono uscita allo scoperto, sebbene mantenga sempre una certa riservatezza. Qualcosa di me che non rivelerei mai anche in forma artistica? Non so, credo che si possa rivelare di tutto attraverso la scrittura narrativa (o poetica, come nel mio caso): il confine fra il poeta e l’io lirico non è mai del tutto chiaro ed è anche bello che non lo sia.
Cosa è importante per te nello scrivere per fare arte e cosa rappresenta per te trasformare i tuoi pensieri, le tue sensazioni e le tue intuizioni "su carta"...
Per me, lasciarmi attraversare dalla poesia è come respirare. Quando affronto periodi particolarmente frenetici e posso dedicarmi meno alla scrittura, mi sento veramente mancare l’aria. Spesso, dopo aver composto, mi rendo conto di avere buttato fuori cose che neanche sapevo di avere dentro e che ancora mi tormentavano. È un processo introspettivo e terapeutico.
D'accordissimo sul fatto che sia anche terapeutico. Chi è Alessia nella vita di tutti i giorni e in quali momenti della giornata spesso prende ispirazione per le sue liriche?
Sono un’insegnante di italiano come lingua non materna all’università e vivo all’estero. Durante il semestre il tempo per la poesia è poco, ma, comunque, se mi prende l’ispirazione, riesco addirittura a buttar giù qualche parola al volo in classe. Per fortuna, posso passare lunghi periodi in Italia, spesso nella mia terra d’origine, la Calabria. Lì scrivo tantissimo: il mare, per me eterna fonte di energia e ispirazione, e i momenti di solitudine che riesco a ritagliarmi sono fondamentali per la scrittura.
Che importanza dai alla struttura poetica?... O magari prediligi scrivere di getto.
Io scrivo di getto ma, paradossalmente, il mio orecchio ha una sua struttura che non mi consente di andare a caso. Il suono delle parole e la melodia dei versi spesso vengono ancor prima del significato. A parte le rime e le assonanze che saltano “all’orecchio”, dopo aver scritto, se mi metto a contare le sillabe, mi rendo conto di aver seguito una certa metrica senza farlo apposta. Pare che si chiami orecchio ritmico. D’altronde, provengo da una famiglia di musicisti “naturali”, io stessa ho cantato per anni in un coro polifonico, senza conoscere la scrittura musicale. Questo retaggio si avverte sia nel suono dei versi, sia nei temi, che spesso hanno riferimenti sacri e liturgici.
Ah bene dunque anche una formazione musicale. Una domanda che ormai è frequente nel nostro salotto culturale: quali sono i tuoi progetti artistici, sia in campo poetico che non...
A breve uscirà la mia seconda silloge, La fatica di amare, edita, così come la prima, da Leonida Edizioni. Visto che la prima raccolta è uscita da poco (solo a maggio di quest’anno), vorrei dedicarmi alla promozione di entrambe. Stando all’estero non è facile, ma cercherò di dare loro voce tramite i social. Anche per questo vi sono molto grata! Il progetto artistico che mi sta tenendo occupata al momento, invece, è una silloge di versi interamente dedicati al tema del mare... una bella sfida.
Grazie per essere stata con noi Alessia, di seguito alcuni link per conoscerti meglio. A tutto il gruppo un sentito grazie e... alla prossima intervista.
Profilo Instagram
https://www.instagram.com/santalessia_autrice/
Silloge
https://www.editrice-leonida.com/prodotto/in-versi-dispersi/?fbclid=IwAR13bVZuulpw6iKiuuOis2hQ-0RMfLPMxPpMyrKH3kAAmB7IcvdLxPcVxwY

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