Intervista ad Anna Leone


Buonasera a tutti, proseguiamo le nostre interviste con l'autrice Anna Leone, attualmente giurata del concorso.

Salve Anna, so che, da poco, hai partecipato all'antologia "Poeti contro il green pass"; vorrei che ci parlassi di questa tua esperienza.
Quando tutto sembra perduto, quando credi che a nessun altro, oltre a chi, fra le quattro mura di casa, condivide quei momenti di vita sospesa, possa interessare il tuo destino, ecco che qualcuno chiama per dirti che vive le stesse difficoltà per aver scelto di difendere il proprio diritto a non voler essere violato nel corpo e nello spirito. Chi chiama è un poeta. Lui mi rassicura che non ero sola, che stava nascendo un movimento contro il green-pass, contro la narrazione pandemica che stava producendo una sindemia con effetti catastrofici sulla società civile e ripercursioni reali sulla salute. Il movimento è "Fissando in volto il gelo. Poeti contro il green-pass". Abbiamo fatto rete, ci siamo sostenuti, motivati a continuare la lotta contro la discriminazione che privava del diritto al lavoro, a usare i mezzi pubblici, a recarsi in banca e in posta, alla cura della persona, (a noi era vietato andare dal parrucchiere, svolgere attività sportive) allo svago (a noi era vietato entrare nelle caffetterie, nei ristoranti nelle librerie, nei musei, nei teatri). Tutto questo con grave ricaduta anche sulla vita dei bambini e dei giovani. Il poeta non può esimersi dal pronunciarsi, dal denunciare, il poeta è chiamato, attraverso la poesia a far leva sulla coscienza civile. Ecco il motivo per cui ci siamo uniti. Il risultato di questa nostra fraterna coesione è l'antologia che è il tramite per una riflessione su quanto è accaduto.



Concordo in tutto e per tutto, sono privazioni che ho subito anch'io e, per quanto sembrino così lontane e il pensiero unico del mainstream cerchi in tutti i modi di farcele dimenticare, noi non dimenticheremo. Per quanto riguarda l'ispirazione poetica: quanto hanno influito le restrizioni messe in atto durante il periodo pandemico?
Ricordo che cominciai a scrivere il 20 marzo. Era una poesia breve che portava il peso del distanziamento sociale imposto e dell'obbligo delle mascherine per le "ore d’aria" concesse, esclusivamente per andare a fare la spesa nel circondario. Io allora non avevo ancora un cane da portare fuori per i bisogni. La poesia è "Vita" e la ripropongo qui. Ne seguirono altre che andarono a far parte della sezione" tempo sospeso" della silloge "Polena" edita da Puntoacapo editrice - 2020:
È dispendio buono
il cercare di mantenerti intatta.
Io so come tutto
può crollare,
mentre resto in piedi
in questa nuova r-esistenza.
Piove sulle macerie
di quiete apparente,
dietro facciate esposte
a quest’aria dura e zitta.
L’asciutto reclama il limite consentito.
Concedimi di s-porgere gli occhi, almeno,
prestarli al discorso muto
della nuda disciplina
che fa il fiato senza soffio,
per sentirmi ancora umana,
non solo viva.
Complimenti. Bellissimi versi che riflettono lo stato d'animo di quelle persone in quel periodo. Hai pubblicato tre silloge negli ultimi tre anni e partecipato a diverse antologie; cosa rappresenta per te la poesia, quale importanza ha nella tua vita?
La poesia per me è espressività, una forma d'arte, dopo la musica, la più alta. È uno sguardo altro sul mondo, comunicazione profonda.
Il tuo stile è molto raffinato, le tue poesie sono molto evocative e lasciano molto spazio interpretativo. Giusto per restare nel tema del concorso: quanto può essere importante la declamazione e la trasposizione video di un testo poetico?
La declamazione e la trasposizione di un testo poetico diventa un valore aggiunto, ma alla base deve esserci vera poesia. Se il testo è debole, mal strutturato, banale, non saranno certo le immagini e la musica a migliorarlo.
Che consigli daresti a chi, avendo la passione per la scrittura, volesse affacciarsi sul mondo poetico e sull'editoria?
Lo stesso consiglio che diedero a me: leggi, mettiti in ascolto, trova la tua cifra stilistica, abbi cura e rispetto delle parole che lasci; il lettore non è uno sprovveduto. Chi legge un libro di poesia non è meno poeta di chi la scrive. Potrai anche pubblicare e non è detto che tu sia poeta se trovi sulla tua strada un piccolo-medio editore che non fa ricerca e neppure legge la tua proposta, ma ti pubblica per fare cassa.
In una società che predilige contenuti sempre più brevi, non è paradossale che la poesia non venga apprezzata come meriterebbe? Cosa fare, per invertire questa tendenza?
Posso solo risponderti che la grande editoria è diventata un'industria e come tale risponde alle esigenze del mercato. A chi interessa la poesia? Ai poeti. I più fortunati vendono 5000 copie, ma c'è dietro un lavoro di marketing. Abbiamo un esempio eclatante: "Arminio". Gli altri, i più, cercano di entrare nei circoli letterari e finiscono per promuoversi tra loro, scambiandosi recensioni e note di lettura. Poi ci sono i concorsi, dove i giurati fanno capo agli stessi circoli. Insomma, non se ne esce.
Grazie di cuore Anna...aggiungo con piacere i link alle tue pubblicazioni:
Grazie a te... colgo l'occasione per ringraziarti per questa intervista e per la tua opera di divulgazione tramite gli eventi della tua pagina.

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