Intervista ad Adriana Giotti

 


Salve a tutti e benvenuti a questa nuova intervista, stasera nel nostro salotto culturale è seduta la vincitrice dell'ultimo contest Parole riflesse: l'autrice Adriana Giotti che l'anno scorso ha pubblicato anche la sua prima fatica letteraria: il romanzo "La linfa sale dalle radici"


Buonasera Adriana, intanto complimenti per la vittoria e... come sta andando il tuo romanzo e... raccontacelo in breve
Grazie Wilbur. Sono grata per l’attenzione e l’affetto con cui sono stata accolta da tutti i membri iscritti a “Parole riflesse” e a “L’imago della parola”. Entrambi i contest sono concepiti e organizzati per offrire a tutti uno spazio in cui porsi al servizio della poesia. Tuttavia, i partecipanti non percepiscono l’atmosfera tesa delle competizioni né tantomeno l’antagonismo che si respira tra chi è in cerca di un podio. Al contrario, appare subito il comune intento di compartecipare alla tutela e all’armonizzazione di quanto di più nobile e puro ci sia nella poesia.
“La linfa sale dalle radici” è il mio romanzo d’esordio. Ho attinto alle mie esperienze personali per svelare il vero volto della Sicilia, terra magnifica e dalle infinite contraddizioni, e del popolo siciliano, talvolta oggetto di giudizi sommari e parziali. Il sentimento che mi ha ispirato è la profonda gratitudine per quanti hanno contribuito (e contribuiscono) per liberare la Sicilia da chi viola i diritti, la legalità e la giustizia, e riconsegnare al popolo siciliano il rispetto che merita. La Sicilia è la terra di giganti dell’arte, della letteratura, della pittura, del teatro che hanno arricchito l’umanità con le proprie opere, il proprio talento e genio.
Ho visto il video di una tua presentazione de "La linfa sale dalle radici", dove esaltavi la lingua siciliana ci vuoi parlare di questa peculiarità e perché è riduttivo chiamarla dialetto?
Il siciliano non è un dialetto, è la lingua che si è formata attraverso le stratificazioni di dominazioni e invasioni che hanno lasciato sull’isola un immenso patrimonio di cultura, tradizioni, opere, costumi. Nel “De vulgari eloquentia” Dante definisce il siciliano la prima lingua letteraria, adottata dalla Scuola Siciliana, un movimento letterario sorto nel 1220 presso la corte dell’imperatore Federico II di Svevia. La lingua siciliana è parte integrante della “sicilianità”, ovvero dell’insieme di peculiarità che contraddistinguono i siciliani, che l’Unesco ha inserito nell’elenco dei popoli bilingue.
Benissimo grazie per questa perla di storia e cultura. Hai in programma la stesura di un altro romanzo? O magari di una silloge?
Al momento ho vari progetti in cantiere. Tuttavia, ammetto che mi appaga più il rispetto e l’affetto che ricevo dai lettori, che la scarsa attenzione che l’editoria riserva agli “ignoti”.
Ben detto! Passiamo alla poesia visto che ti conosciamo principalmente per quella, cosa è che ti ispira a scrivere versi piuttosto che a strutturare una storia in prosa?
Forse apparirà paradossale, ma io fatico più a scrivere una poesia che dieci pagine di prosa. E questo dipende dal fatto che il poeta ha poche frecce all’arco: anche una sola parola “sbagliata”, un aggettivo di troppo, una virgola messa o esclusa possono far mancare la meta.



Non è affatto paradossale, comprendo che scrivere versi di alto livello letterario come i tuoi sia tutt'altro che semplice. Ora una domanda un po' personale, spesso quando si riesce ad essere ispirati ci sono dietro forti emozioni, attraversi o hai attraversato un periodo particolare per riuscire ad andare così in profondità?
Tutto ciò che scrivo attinge alle mie emozioni ed esperienze. Tuttavia non credo che la mia vita sia diversa da quella di miliardi di altri esseri umani. Se ammettiamo che la sofferenza non risparmia nessuno, arriviamo alla consapevolezza che proprio il dolore insegna a comunicare emozioni e, soprattutto, ad ascoltare.
Sono d'accordo anche se non tutti riescono ad elaborare e trasmettere queste sensazioni come fai tu, comunque chapeau per la tua umiltà. Una domanda che mi tange particolarmente, quanto è importante per un componimento l'essere esaltato dalla declamazione e, successivamente, da una trasposizione video?
Quando ho visto il video, mi sono commossa. Ma non per i miei versi (che conoscevo), piuttosto perché pensavo a quanta attenzione e dedizione ci sono dietro, quanta passione, tempo e generosità. Oggi siamo troppo impegnati e distratti, pretendiamo tempo e attenzioni, ma siamo poco inclini a offrirne. Dunque vi ringrazio e vi lascio con il saluto che è diventato il mio “segno distintivo”: un abbraccio a tutti da profondo Sud.

Grazie infinite a te e, come ciliegina sulla torta, mettiamo di nuovo il link per acquistare il tuo libro. Ti aspettiamo al concorso L'imago della parola con almeno una delle tue poesie.
A presto e un saluto a tutto il gruppo

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